Mistero sul Bibliobus

Al momento sul mio comodino si trova un libro acquistato un po’ per caso, un po’ per una mania che ho sviluppato negli anni: i libri che parlano di libri.

Nel tempo ne ho fatto una vera e propria malattia e tutto quello che trovo sull’argomento finisce sugli scaffali della mia libreria. Così un giorno, mentre mi aggiravo un po’ smarrita in cerca di qualcosa che solleticasse il mio interesse, mi sono imbattuta ne “Il caso dei libri scomparsi” di Ian Sansom (edito da TEA, pagg. 311, euro 12,00).

Il primo di una quaterna di titoli, una vera e propria saga con protagonista Israel Amstrong, bibliotecario, ebreo, vegetariano in sovrappeso, giovane e sfortunato.

Israel ha appena lasciato Londra e un posto di lavoro che non lo soddisfaceva, per raggiungere Tundrum una piccola cittadina dell’Irlanda del Nord che lo ha chiamato a svolgere il suo primo vero incarico da bibliotecario. Solo che, giunto a destinazione, senza più un soldo in tasca e con una sempre minore convinzione di aver fatto la scelta giusta, Israel scopre che a Tundrum la biblioteca è appena stata chiusa. L’amministrazione, rappresentata da una insopportabile donna che non fa altro che mangiucchiare qualcosa, gli presenta l’iniziativa del Bibliobus, un servizio di biblioteca itinerante che ha deciso di ripristinare. Poco convinto, Israel accetta l’incarico, ma è solo l’inizio dei suoi guai. Nel breve tempo, infatti, Israel scopre che l’intera collezione della biblioteca è svanita nel nulla: 15.000 volumi scomparsi. Chi li avrà rubati? E soprattutto, perché? Queste sono solo alcune delle domande che Israel si pone, mentre avvia un’indagine per scoprire chi sia il responsabile del misfatto.

Tra situazioni surreali, conflitti con gli abitanti della cittadina, assurde accuse che pesano sulla sua testa, Israel si troverà incastrato al volante di un vecchio furgone arrugginito, la biblioteca semovente, che non potrà cominciare a svolgere la propria funzione finché i volumi dispersi non saranno stati ritrovati.

Le sue tragicomiche avventure da imbranato bibliotecario senza libri cominciano qui. E il primo volume della saga dello scrittore inglese si è rivelato così sorprendentemente divertente che ho già acquistato il secondo volume. L’ostinazione di Israel nel tentativo di ricostruire la biblioteca è tale da battersi contro lo spesso strato di omertà che avvolge la misteriosa sparizione: né il vecchio bibliotecario, né il dirigente dell’ufficio preposto alla gestione dei servizi bibliotecari sanno nulla e – con sadico piacere – addossano tutte le responsabilità al giovane Israel.

Le gaffe e la sfortuna di Israel (rimasto anche senza vestiti e senza carta di credito) lo fanno apparire agili occhi degli irlandesi come uno spocchioso inglese di città… Ma rimanere in Irlanda sembra l’unica soluzione (persino la fidanzata, sembra aver perso interesse nei suoi confronti) e finalmente, qualcuno comincerà ad aiutarlo…

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