Storia del Maestro… e di Margherita

Se non l’avete mai letto, dovreste proprio farlo. Se lo conoscete, riscopritelo.

Certamente perché riconosciuto come uno fra i più grandi capolavori della letteratura russa del XX secolo, tanto da aver spinto Eugenio Montale a definire questo romanzo come “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”. Ma non soltanto. Michail Bulgakov, infatti, costruisce il/i suo/suoi  romanzo/i su una visita del diavolo nell’Unione Sovietica di Stalin: una vera e propria satira dell’epoca. Ma i temi cari alla letteratura senza tempo che Bulgakov riprende sono tantissimi, primo fra tutti quello dell’ebreo errante: una figura della mitologia cristiana (che – stando alla leggenda – colpì Gesù lungo la via della Crocifissione e al quale fu data la maledizione di camminare sulla terra fino al tempo della Seconda venuta) che è diventata protagonista di numerose opere (dal “Faust” di Goethe a “Melmoth l’uomo errante” di C.R. Maturin, fino al “Melmoth riconciliato” di Balzac… ma potremmo continuare con un lungo elenco.

E la già intricata trama si intesse anche con la travagliata vicenda compositiva del romanzo stesso.

L’incarnazione di Satana (Woland) sconvolge con interventi magici l’ambiente teatrale e letterario, smascherando soprusi e favoritismi e sostenendo il Maestro, vittima della censura (proprio come Bulgakov nella realtà) per un suo romanzo su Pilato. E proprio alcuni capitoli di questo romanzo (quelli relativi alla condanna di Cristo) vengono riportati all’interno della storia che racconta l’avventura d’amore fra il Maestro e Margherita che accetta di diventare strega per una notte e di guidare il gran sabba di Satana per liberare dal manicomio il suo Maestro, lì rinchiuso in quanto “indesiderabile”.

Questo romanzo ha il potere di regalare ogni volta un particolare storico (o narrativo) nuovo. C’è la storia di un grande amore. C’è tutto il tormento di un uomo che sa di aver condannato in giustamente un altro uomo. Ci sono magie, stregonerie e diavolerie varie. Il tutto in  un affresco di episodi arricchito da una cricca di personaggi decisamente particolari.

(“Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, Einaudi, pagg. 390, euro 8,50)

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5 commenti

Archiviato in Classici, Libri al quadrato, Romanzo

5 risposte a “Storia del Maestro… e di Margherita

  1. Io ho provato a leggerlo più volte, ma allo stesso tempo, più volte mi sono fermata. Non era tempo per questa lettura.
    Mi sento pero’ di consigliare un altro testo di Bulkagov, Cuore di cane.
    Romanzo breve e intenso, soprattutto perchè abbraccia, anche in questo caso, le tematiche di una russia fin troppo comunista e cieca.

    • Concordo con te: c’è un momento giusto per ogni libro. Quanto a “Cuore di cane”, oltre ad annunciare – a breve – una recensione,
      mi sento di aggiungere che la matrice alla base del romanzo breve è la stessa sottesa al “Maestro e Margherita”. In “Cuore di cane”, però, l’intento parodico dell’autore nei confronti della nuova società e politica economica sovietica è più evidente. Il randagio protagonista (del quale seguiamo i pensieri, e che sa anche leggere) osserva e giudica il mondo che lo circonda. Proprio tutti, nessuno escluso… Gli piacerà la condizione di cane d’appartamento?

  2. Un testo sorprendente, mai noioso, moderno e classico allo stesso tempo, coraggioso e appssionante. Da leggere è vero!

  3. Pingback: Una nomination, una… due e anche tre (!) liste | Matte da leggere

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