Più avanti di qualche passo

più avanti di qualche passo.jpgAnche questo libro è un regalo che le Matte hanno appena ricevuto. E’ fresco fresco di stampa e verrà presentato domani (20 aprile 2013) alle 18 alla libreria Voltapagina di Catania (Via F. Crispi, 262).

Rosalia (Lia) Messina è nata a Palermo (l’età di una signora non si svela mai), ma vive e lavora a Catania. Nel panorama letterario ha esordito con una raccolta di racconti “Prima dell’alba e subito dopo” (edito da PerroneLab e adesso disponibile anche in e-book grazie a YouCanPrint). Ma “Più avanti di qualche passo” le è anche già valso il premio letterario “Angelo Musco”, come inedito 2012.

La storia si apre in Sicilia nel 1950… Ma si dipana lungo le pagine del romanzo fino all’estate 2003, quando il mistero che si infittisce durante il racconto, finalmente, si svela.

Non è nel mio stile recensire un libro prima di averne effettivamente completato la lettura, ma le esigenze dettate dall’imminente brindisi con l’autrice, mi hanno spinta a cambiare programma. Ho deciso di farlo solo perché, sin dalla prima pagina, la prosa di Lia mi ha conquistata. Le sue sono parole saporite e ricercate. Le descrizioni sono istantanee di una Sicilia antica, oggi quasi scomparsa, ma i cui retaggi riverberano ancora sulla società contemporanea.

Sembra quasi di potere accarezzare il piccolo Domenico, mentre assorto e silenzioso finge di non sentire le grida di dolore che a intervalli si diffondono nel vicolo dove vive. Oppure suo fratello Rosario che a 13 anni ha sostituito il padre al lavoro, e le sue giornate «cominciano col buio e finiscono prima che annotti» e lui è così stanco da non riuscire a far altro che precipitare nella sua stanchezza. O ancora mamma Vincenzina che a intervalli brevissimi chiama (e richiama) Rosario perché si alzi: «Susiti Rosa’, suisiti, agghiurnau. Arrusbigghiati». O nonna Assunta, la mamma di Vincenzina, che da quando Peppino (il papà di Rosario e Domenico) è morto, pare ce l’abbia con il mondo intero, questo sebbene per lei Peppino fosse “solo” genero e non figlio.

Ecco perché – a far da sfondo alla storia – c’è un nucleo matriarcale che cerca il riscatto dalla miseria e dall’ingiustizia sociale. Accanto a Vincenzina e Assunta, ci sono altre tre figure femminili: la sorella maggiore Giuseppina e le due gemelle che nel primo capitolo del romanzo vendono date alla luce. Due sorelle che lungo il corso della narrazione sono sospese fra il doppio e la metà. Anita, che si riconosce da Michela per via di una piccola voglia di caffè sul polso sinistro.

C

(“Più avanti di qualche passo” di Rosalia Messina, Città del Sole Edizioni, pagg. 104, euro 10)

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