Archivi del mese: ottobre 2013

Il tempo della lettura

CIMG8242_filtered_MorgueFileQuesta riflessione delle Matte (che potete leggere sul numero di Universitinforma/MyCityPress di ottobre) parte da una citazione di Italo Calvino sulla lettura ad alta voce. «Ascoltare qualcuno che legge ad alta voce è molto diverso che leggere in silenzio. Quando leggi, puoi fermarti o sorvolare sulle frasi: il tempo sei tu che lo decidi. Quando è un altro che legge è difficile far coincidere la tua attenzione col tempo della sua lettura: la voce va troppo svelta o troppo piano».

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Le biblioteche più belle del mondo

Biblioteca Ursino RecuperoGirellando su internet mi sono imbattuta in una gallery fotografica proposta da Tg Com24 che alle Matte è piaciuta un sacco.

E’ la top ten delle biblioteche più belle e affascinanti del mondo e abbiamo deciso di condividerla con voi… Aggiungendo, però, un nostro sicilianissimo outsider che non riusciamo a tener fuori da questa disamina.

La biblioteca fuori classifica è la Ursino-Recupero di Catania che ha sede all’interno del Monastero dei Benedettini, oggi sede della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università etnea. Continua a leggere

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Da Carrozzeria ad Officina, di libri

foto (1)Borsa presa, chiavi della macchina pure! Ansia da ritardo? Presente 🙂

Che è successo? Ieri pomeriggio i nostri amici di Officine Culturali festeggiavano un’occasione specialissima. Appuntamento 18.30 al Monastero dei Benedettini. A quell’ora una Matta impaginava un giornale, che fra qualche giorno sarà in distribuzione, l’altra in ufficio batteva freneticamente i tasti della tastiera del suo pc per scrivere le ultime cose.

Proprio la seconda Matta alle 18.25 cominciava la conta delle cose di cui sopra per partire alla volta del Monastero inviando un messaggio ad una delle “benedettine” (Claudia): “Lo fate un quarto d’ora di ritardo accademico, no?” risposta della benedettina “Ma proprio accademico!”.  Continua a leggere

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Joyland

joylandLa mia pila di libri comincia a rimpicciolirsi, è evidente. 🙂

Sto mantenendo la promessa di mantenermi alla larga da qualunque libreria fino a quando non avrò finito di leggere tutto quello che già possiedo e, per lo stesso motivo, non chiederò nulla allo spacciatore di libri.

L’ultimo libro che ho riposto in libreria (dove ormai non c’è più spazio) è Joyland di Stephen King, Sperling & Kupfer. Ci ho messo pochissimi giorni, perché stavolta la lettura mi ha preso parecchio.

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Alta fedeltà – High Fidelity

High fidelity 1Ieri pomeriggio, mentre chiacchieravo con M e le raccontavo del mio avvilimento nel proseguire la lettura della saga de “Il diario del vampiro”, improvvisamente mi sono resa conto di non aver mai recensito uno dei miei autori preferiti: Nick Hornby. Non sono matta, non è che mi sia balzato alla mente quest’idea così dal nulla. Si parlava di libri, anche perché le Matte da leggere avevano appena spacchettato un regalo delle Edizioni Nottetempo che presto trovate sul blog e che il mese prossimo presenteremo al Monastero dei Benedettini, e poi di film e di musica… E l’associazione è stata immediata: «Non abbiamo mai recensito nulla di Hornby… Perché?», dico. «Boh – risponde M – perché non lo scrivi?». Ed eccomi qua.

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La stanza della morte

la stanza della morteC’era un tempo in cui non appena usciva un libro di Jeffery Deaver correvo a comprarlo e da quel momento in poi non passavano più di tre giorni prima che io scoprissi chi fosse l’assassino per poi riporre il libro in libreria soddisfatta. Ecco quel tempo mi sa che è finito e sto ancora cercando di capire perché.

Ieri sera ho finito La stanza della morte, l’ultimo di Jeffery Deaver (Rizzoli Libri). Volete sapere quanto ci ho messo? Quasi un mese e mezzo. Ebbene si!!!

Tanto per cominciare è rimasto sulla mia scrivania per giorni, prima che mi degnassi di leggerlo, poi ho cominciato a farlo mentre ero impegnata con altre letture e visto che non mi prendeva l’ho cominciato a relegare al secondo posto. Però devo ammettere che inizialmente a Deaver e al suo La stanza della morte avevo riservato il posto d’onore: la sera a letto, senza avere troppo sonno. Quindi le opzioni sono due, o almeno sono due quelle che mi vengono in mente. La prima è che è cambiato qualcosa nello stile di scrittura di Deaver che non me la rende più accattivante (c’è da dire che recentemente ho scoperto una cosa terribile, e cioè che Deaver, come del resto faranno tutti i grandi scrittori, fa scrivere la maggior parte dei suoi libri a dei ghostwriter che si smazzano il lavoro di ricerca e tutto, poi lui da un’aggiustata finale, ma il grosso non viene dalle sue mani); la seconda è che è cambiato qualcosa nei miei gusti personali di lettura e forse è il momento di dedicarsi ad altro. Non so quale sia la più corretta, ma il risultato non cambia. Continua a leggere

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