Archivi del mese: novembre 2013

Il Paradiso degli Orchi

paradiso orchiI casi di libri che ho letto due volte si contano sulla punta delle dita di una mano, perché non vale contare le volte che ho letto un libro sia in italiano che in lingua originale. L’ho rifatto stavolta con Il Paradiso degli Orchi di Daniel Pennac, perché eravamo in piena emergenza.

Cominciamo dall’inizio, ovvero da circa undici anni fa 🙂

Nel Natale del 2002 un mio carissimo amico, Gennaro, mi fece un meraviglioso regalo. Scrivendomi qualcosa del tipo “spero che ti piaccia quanto è piaciuto a me”, mi fece innamorare della famiglia Maloussène e dopo avere letto il libro regalato, corsi in libreria a comprare tutti gli altri volumi della saga. Credo che non ci misi neanche un mese a finire tutti e sei i libri e per anni sperai che Pennac ci ripensasse e regalasse agli amici di Benjamin Maloussène un’altra storia.

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La penultima fine del mondo

g719Eccoci giunte alla nuova presentazione delle Matte dal Leggere fuori dal blog. Venerdì 29 novembre alle 18, ci troverete – come di consueto per il nostro appuntamento mensile – al Monastore, il bookshop di Officine culturali interno al Monastero dei Benedettini sede della facoltà di Lettere e filosofia dell’Ateneo catanese.

Venerdì sarà l’occasione per chiacchierare e bere un the insieme alla giornalista e pop artist Elvira Seminara che ci racconterà del suo “La penultima fine del mondo” (edizioni Nottetempo). Continua a leggere

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Stardust

Stardustabsolutestardustfb3Provate a indovinare chi mi ha fatto conoscere questo romanzo?

Ok, non era difficile… Il mio amico Edy, altrimenti noto come spacciatore di favole e fumetti. Ma Edy ha fatto più  che farmi conoscere un semplice romanzo (che in realtà io avevo già comprato in edizione economica insieme alla mia mamma, nella libreria che poi sarebbe diventata la mia, proprio perché Edy mi aveva fatto apprezzare l’autore attraverso Sandman). Edy ha scelto per me, come regalo di compleanno, una fantastica edizione illustrata da Charles Vess.

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Lo spacciatore di fumetti

lo-spacciatore-di-fumettiVisto che le Matte, in questo periodo sono abbastanza “fumettose”, questo romanzo mi sembra perfetto. Un romanzo, questa volta, ma che ci permette in qualche modo di restare in tema.

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Dal leggere allo scrivere…

scrivereMettendo ordine fra le cose di casa che sto trasferendo dalla vecchia casa dei miei genitori, alla vecchia casa di mio fratello (che a breve sarà la casa dove andrò a vivere con mio marito Marzio), mi è capitato di ritrovare alcune poesie, ma anche racconti e abbozzi di romanzi che avevo cominciato a scrivere e che non ho mai finito. Mio padre mi dice sempre che dovrei scrivere un libro per aver voglia di tacere, di tanto in tanto… Perché in quelle pagine potrei dire tutto – ma proprio tutto – quello che ho da dire su una questione, senza essere interrotta. Preferisco non soffermarmi sui commenti scherzosi di mio papà circa la mia logorrea cronica, preferisco invece restare sul tema scrittura.

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Sandman, il signore dei sogni

sandman-morpheusCome avrete capito, questa settimana, noi Matte abbiamo deciso di ripescare un’altra grande e forte passione condivisa. Anche io – come vi ha spiegato M – sono una dylaniata doc, da quando seduta su una chaise long di pelle nera in camera di mio fratello maggiore (e assolutamente di nascosto da lui che temeva potessi restare impressionata dalla lettura del fumetto) divoravo numero dopo numero l’intera collezione (che in quella fase gli era stata prestata dalla nostra amica Alessandra).

Il fascino di una lettura proibita e segreta ha enormemente accresciuto il piacere di quelle letture. Ma fra i miei fumetti preferiti ce n’è un altro meno diffuso – forse – ma sicuramente amatissimo per grandi appassionati del genere. Parlo di “Sandman” una serie scritta da Neil Gaiman (che – ancora non lo sapete – è uno dei miei autori preferiti) e pubblicata tra il 1989 e il 1996 dalla DC Comics (ma l’edizione italiana ha avuto una vita piuttosto travagliata). La serie originale è composta da 75 albi, poi raccolti in 10 volumi a cui si è aggiunto il volume “Notti eterne” del 2004 e il recentissimo prequel The Sandman: ouverture. Inutile dire che a farmi conoscere questa strepitosa serie è stato Edy, il mio personalissimo spacciatore di fumetti. E inutile aggiungere che la meraviglia che suscitò in me questa serie fu tale da non riuscire più a staccarmene e da decidere di inserirla all’interno della mia tesi di laurea. Ma potrebbe farvi piacere sapere che Edy mi iniziò alla lettura di questo graphic novel dopo avermi fatto innamorare della penna di Neil Gaiman con “Stardust”.

Protagonista di questa serie è Dream, il plasmatore della materia e il principe della regione dei sogni (in italiano, il nome è stato tradotto con “Sogno“, ma io preferisco attenermi il nome dell’edizione originale, perché i 7 eterni – ciascuno dei quali incarna e regola un particolare aspetto dell’esistenza umana, hanno tutti nomi che iniziano con la D). Per capirci, è Morfeo, o meglio ancora l’antica figura letteraria dell’Uomo della Sabbia già presente in Hans Christian Andersen e Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, o – come lo chiamava la mia mamma – il Mago sabbiolino che getta la sabbia magica negli occhi dei bambini per far venire loro sonno… In realtà la figura letteraria è molto più violenta e brutale di quella che romanticamente dipingeva mia mamma: in Hoffmann – per esempio – dopo aver gettato la sabbia negli occhi dei bambini, Der Sandmann rapisce i bambini nel frattempo caduti a terra sanguinanti e li consegna in pasto a degli uccelli dal becco affilato (un capolavoro del perturbante anche indagato da Sigmund Freud).  Elementi del mito che in parte Neil Gaiman recupera e sviluppa per un fumetto nero dai toni cupi e sofferti, misteriosi e inquietanti.

Il taglio di questa serie è decisamente dedicato agli adulti appassionati di fumetti e si basa sul paradigma per il quale i sette eterni (Destiny-Destino, Death-Morte, Dream-Sogno, Destructrion-Distruzione, Desire-Desiderio, Despair-Disperazione, Delirium-Delirio) vivono parabole (ascendenti o discendenti) a seconda della volontà dei propri adoratori. Dream, per esempio, si nutre di tutte le manifestazioni oniriche e quindi, se gli uomini smettono di sognare il suo regno va disfacendosi lentamente sotto i suoi occhi e di fronte alla sua impotenza. Le storie e le evoluzioni dei personaggi sono complesse, anche perché esistono alcuni spin off interessanti (come quello di cui Edy mi ha omaggiata per un mio compleanno, se non ricordo male il 29°) che aggiungono sale e pepe a una storia dark già gustosissima. In particolare, quella di Dream è molto articolata a causa dei secoli di contatti con l’umanità che ha contaminato l’alone di divinità che ammanta Dream attraverso la scoperta delle passioni e del Dolore.

alcune copertine di McKeanE’ interessante sapere che i primi schizzi di Dream furono realizzati dallo stesso Gaiman. A questi si ispirò il primo e storico disegnatore della serie – Sam Keith – e conseguentemente i numerosi altri che hanno prestato la loro opera. Le copertine, invece, sono tutte di Dave McKean con cui Gaiman ha stretto un fortunato sodalizio anche per altri suoi lavori come, per esempio, “Coraline” e “I lupi nei muri” di cui spero di parlarvi presto, considerato anche che questo ultimo titolo ha conquistato l’ambito Premio Andersen come miglior albo illustrato. Anche la serie di “The Sandman” ha ricevuto numerosi riconoscimenti agli Eisner Award e nel 1999 l’albo n°19 ha vinto il World Fantasy Award come miglior racconto (ed è l’unico fumetto ad essersi aggiudicato questo premio).

Tornerò a parlare di questa serie. Perché è troppo bella e merita approfondimenti. Scrivendo questo post, mi sono anche resa conto che non sento Edy da troppo tempo e che – dunque – non sono aggiornata sul suo patrimonio fumettistico in continua espansione. Domani gli telefono. Scrivere di libri e fumetti fa bene anche per questo 🙂

C

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Dylan Dog

Dylan_dog_introAvevo circa 13 anni quando ho incontrato per la prima volta questo figo pazzesco in jeans, camicia rossa, giacca nera e un alone di mistero che lo rendeva ancora più affascinante. Da allora di anni ne sono passati 21 e, per tutto questo tempo, il tizio figo l’ho incontrato 12 volte l’anno, per ogni anno. Insomma, facendo un rapido conto, quello che emerge è che l’ho incontrato un sacco di volte.

Sto parlando di Dylan Dog, il personaggio costruito da Tiziano Sclavi, che arriva in edicola con la Sergio Bonelli Editore.

Se vi sembra che Dylan assomigli vagamente all’attore Rupert Everett sappiate che è esattamente a lui che si sono ispirati quando Tiziano Sclavi ha cominciato a pensare a questo investigatore dell’incubo che si muoveva tra le vie di Londra, vivendo al numero 7 di Craven Road. Continua a leggere

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