Hunger Games

hunger gamesHo fatto il contrario rispetto a quello che vorrebbe la buona creanza: prima ho visto il film, poi ho comprato i libri.

Nello specifico ho visto il primo film, Hunger Games, almeno tre o quattro volte, perché capita che di notte i film vengano ripetuti per mesi. Poi ho saputo che al cinema usciva La Ragazza di fuoco (che per la cronaca non ho ancora visto) e quindi sono andata in libreria a cercare i libri di tutta la saga.

Prima di andare avanti spezzo una lancia a favore delle piccole librerie che molto spesso evitiamo per infilarci dentro supermercati del libro, dove di librai non c’è neanche l’ombra.

A Catania ci sono librerie grandi e piccole. Ovviamente le seconde, in quanto a sconti, e certamente anche per varietà, non possono competere con le grandi, cosa che succede immagino in molte librerie italiane. Non voglio generalizzare, ma sono sicura che in una delle meravigliose botteghe della fantasia nascoste tra le stradelle catanesi non sareste mai stati protagonisti di questa discussione.

Io: Cerco la saga di Hunger Games, ma non ricordo il nome dell’autrice, potrebbe darmi una mano?
La Commessa: Certamente.
Io: Quindi mi dice dove la trovo?
La Commessa: Certamente.
Io: Quindi dove la trovo?
La Commessa: Chi è l’autrice?
Io: Le ho detto che non lo so.
La Commessa: Ah. Qual è il titolo?
Io: Hunger Games
La Commessa: Con la A?
Io: Con la H
La Commessa: Quindi dopo la H c’è la A?
Io: C’è la U

Vabbeh, la discussione è andata avanti ancora per qualche minuto fino a quando la simpatica signorina non ha fatto un cerchio con la mano in aria con il quale, secondo lei, io avrei dovuto capire in quale direzione incamminarmi, per trovare il tesoro dei pirati. Poi un ragazzo gentile e sorridente si è avvicinato a me e mi ha detto “Ti faccio vedere io”.

Ho afferrato i libri e sono andata via.

La saga di Suzanne Collins (ebbene si, ora sappiamo pure il nome) è composta da tre libri, Hunger Games, La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta, entrambi in Italia, pubblicati da Mondadori.

Io ho appena finito il primo, Hunger Games e non provate neanche a dirmi come va a finire la storia al terzo perché non sto andando neanche al cinema proprio per non sapere.

Di questo romanzo, Stephen King ha detto “Dà assuefazione”, ed in effetti non posso dargli torto.

Racconta la storia di Katniss Everdeen, una sedicenne che vive in un mondo che potrebbe essere il nostro, ma in una versione esagerata, dove però i difetti della nostra società sono tutti belli evidenti. Questo mondo si chiama Panem e qui la divisione tra i privilegiati e il resto degli abitanti del pianeta è fortissima. I primi vivono a Capitol City, sede del Governo, tutti gli altri invece abitano i Distretti, dodici gironi dell’inferno le cui condizioni peggiorano mano a mano che ci si allontana dal nucleo centrale. Dopo un tentativo di rovesciare il Governo, ogni anno, da ogni distretto vengono scelti un giovane e una giovane che partecipano agli Hunger Games, un reality show mortale, in cui i ragazzi, ribattezzati tributi, si scontrano gli uni contro gli altri per il semplice piacere degli abitanti di Capitol City. Katniss che vive nel distretto dei minatori, il dodici, il giorno della Mietitura ( è questo il momento in cui vengono scelti i tributi) si offre volontaria dopo avere sentito estrarre il nome della sorella, Prim. Dal distretto 12 iene estratto anche Peeta Mellark, il figlio del panettiere. I due che non hanno mai scambiato che prima non avevano mai scambiato qualche sguardo, si trovano a vivere insieme un’avventura terribile.

Il libro scorre che è un piacere e la scrittura semplice facilita certamente la lettura.

Posso inoltre dirvi che l’adattamento cinematografico (con la bravissima Jennifer Lawrence) è quasi perfetto. Sulla pellicola si sono concessi qualche libertà, senza però stravolgere nulla.

(Hunger Games/Suzanne Collins/Mondadori/ pp.371/ €13,00)

M

2 commenti

Archiviato in Fantasy

2 risposte a “Hunger Games

  1. Pingback: Auguri e consigli | Matte da leggere

  2. Hei ciao, bello qui da te.
    Per quanto riguarda la tua rece (e la tua avventura in libreria XD) oserei dire che non si tratta di esagerazione, ma un punto di vista evolutivo, quello della Collins appunto. Che narra un futuro post apocaliptico e racconta quel che resta degli esseri umani, è quello il punto cruciale🙂
    I distretti (e i conseguenti abitanti) altro non servono che a rifornire Capitol City, luogo di super tecnologia e moda eccentrica, dove lo spreco è assolutamente osceno!
    Il resto devi vivertelo😉
    Riguardo all’assuefazione ti do stra ragione!

    ps facciamo amicizia? Io mi sono già iscritta!

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