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L’emozione di trovarsi in libreria

libriOggi non vi parlo di un libro, ma dell’emozione che ho provato, sabato mattina, quando sono andata a comprare dei libri.

Ok, sono tornata alla Feltrinelli, anche perché avevo accumulato un buon sa sessanta euro e quando l’ho scoperto ho letteralmente gongolato.

Non c’era in programma di acquistare libri a strettissimo giro, anche perché i libri costano troppi soldi, non c’è niente da fare, e se una persona va in libreria con una lista lunga una pagina intera rischia di danneggiare gravemente il proprio conto corrente.

Quindi quando ho scoperto di avere un budget di partenza di 60 euro, gratis, non potevo che esserne felice.

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L’amore dura tre anni

9788807881046gL’amore dura tre anni, di Frederic Beigbeder (Feltrinelli), potrei averlo comprato anche tre anni fa. Non ricordo. So di averlo scelto perché il titolo mi era sembrato abbastanza verosimile, anche se io, senza neanche averlo aperto, un libro del genere ( o almeno del genere che pensavo) all’epoca lo avrei titolato L’amore dura quattro anni. Punti di vista, evidentemente.

E’ stato uno di quei libri comprati, iniziati, riposti, riaperti, ricominciati, posati ancora una volta, dimenticati, sentiti nominare (perché nel frattempo ho anche evitato di vedere il film), ritrovati e ri-ricominciati. C’è un po’ di Francia ultimamente nell’aria (vedi Pennac, tra le altre cose) e allora visto che questo era un libro francese ho deciso che dovevo arrivare fino in fondo. Ed è stata la volta buona.

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Il Club delle Cattive Ragazze

UnknownOgni tanto ci vuole. Mica si possono leggere sempre libri più o meno seri. Ogni tanto, soprattutto il week end, le giovin signore come me (è bello quando mi do della giovin signora), devono leggere un libro  di quelli alla fine dei quali potere dire “si anche io un giorno avrò quel maschio figo, muscoloso, che fa esattamente tutto quello che io vorrei che facesse, e quel maschio figo sarà il mio principe azzurro, e sempre quel maschio figo, non farà mai qualcosa che possa in qualche modo darmi fastidio e, sempre quel maschio figo che si rasa nei giorni giusti della settimana, non farà che farmi complimenti e farmi sentire speciale e io probabilmente non dovrò fare altro che sorridergli, sospirando di felicità alla sola idea di lui” :).

Certo, finito questo libro si passa a quello successivo (che, sarà stato un caso, è L’amore dura tre anni, ihihihih).

Ma veniamo al libro che ho finito lo scorso fine settimana. Il titolo è Il club delle cattive ragazze di Sophie Hart (Feltrinelli), titolo originale The Naughty Girls Book ClubContinua a leggere

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Storia di un corpo

storia-di-un-corpo-daniel-pennacIl periodo Pennac per me è ufficialmente sospeso. Dopo avere rispolverato la saga di Malousséne  sono passata infatti ad un libro che avevo comprato un bel po’ di mesi fa e che, non ho ancora capito per quale motivo, non ho iniziato subito a leggere.

Una cosa è certa:  Storia di un corpo di Daniel Pennac (Feltrinelli) è il mio primo libro del 2014.

Partiamo dalla prima considerazione: non c’è mai stato titolo più azzeccato (nella sua versione francese è Journal d’un Corps). Storia di un corpo è esattamente quello che dice di essere, ovvero il racconto giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, della vita di un uomo che considera il suo corpo come protagonista assoluto della storia che decide di raccontare alla figlia Lison. Un diario che ripercorre una vita intera, iniziato all’età di 12 anni e con un’ultima annotazione a 87 anni, poco prima di morire.

Tutto il racconto ruota dunque attorno al corpo con la descrizione precisa delle emozioni che si provano.  L’amore, la nascita di un figlio, un lutto, la guerra, la salute naturalmente, il rapporto con le altre persone, il lavoro, la modernità. Tutto quello che non ha a che fare con il corpo non viene citato se non marginalmente, ma del resto non è il nostro corpo che ci permette di vivere le emozioni che ogni giorno viviamo e di fare quelle esperienze che da bambini e fino all’età adulta forgiano il nostro carattere? Continua a leggere

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Il Paradiso degli Orchi

paradiso orchiI casi di libri che ho letto due volte si contano sulla punta delle dita di una mano, perché non vale contare le volte che ho letto un libro sia in italiano che in lingua originale. L’ho rifatto stavolta con Il Paradiso degli Orchi di Daniel Pennac, perché eravamo in piena emergenza.

Cominciamo dall’inizio, ovvero da circa undici anni fa 🙂

Nel Natale del 2002 un mio carissimo amico, Gennaro, mi fece un meraviglioso regalo. Scrivendomi qualcosa del tipo “spero che ti piaccia quanto è piaciuto a me”, mi fece innamorare della famiglia Maloussène e dopo avere letto il libro regalato, corsi in libreria a comprare tutti gli altri volumi della saga. Credo che non ci misi neanche un mese a finire tutti e sei i libri e per anni sperai che Pennac ci ripensasse e regalasse agli amici di Benjamin Maloussène un’altra storia.

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Tre volte all’alba

tre volte alba7Regalatemi un libro e mi renderete la persona più infelice della terra 🙂 Certo, ci sono le eccezioni. La verità è che ancora non ho ben capito quale sia l’algoritmo sulla base del quale io riesca a scegliere un libro piuttosto che un altro e quindi quando, per caso, succede che qualcuno mi regali un libro…ecco…mi sembra quasi che qualcuno abbia scelto per me. E NON MI PIACE!

E’ chiaro, come dicevo, che ci sono delle eccezioni, soprattutto quando qualcuno mi regala qualcosa che avrei voluto comprare io, oppure quando le dediche vengono scritte dopo che ho deciso che il libro me lo tengo 🙂 Si, perché in un paio di occasioni avrei voluto cambiarlo ma il patatrack era fatto.

Mi sembra una bella confessione. No?

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