Sotto l’ombrellone… La saga di «I love shopping»

best-chick-litAbbiamo già avuto modo di presentare una fra le ultime fatiche letterarie (“Ho il tuo numero”) di Sophie Kinsella, l’alias di Madeleine Wickham. Lo abbiamo fatto per suggerirvi una lettura leggera, da poter fare un po’ ovunque, perfetta sotto l’ombrellone o se si è in cerca di una storia divertente, con punte ironiche, ma si desidera la garanzia di un racconto umoristico non banale o ritrito. E i suoi, sono proprio libri sfiziosi e non melensi… Una ricetta perfettamente bilanciata, tanto da essere divenuta la firma più nota e apprezzata di un intero genere letterario: il “chick lit” (ossia la letterature per ragazze, da “chick” – termine informale per ragazza, letteralmente “pollastrella” – e “lit” – abbreviazione per “literature”), dedicato a un pubblico di donne giovani, single e in carriera.

shopping-girl-silhouette-1Sophie Kinsella è tutta un po’ così. Quando si acquista un suo libro, si è certi di trovare una prosa ricercata, ma non altisonante, è una storia allegra e curiosa con tratti inattesi. L’autrice stessa ha alle spalle una storia inaspettata: Medeleine, infatti, è laureata in economia e filosofia al New College di Oxford, ha lavorato (ma solo per breve tempo) come giornalista finanziaria, per poi dedicarsi completamente alla narrativa. Un po’ come la sua eroina di punta Becky, la protagonista della saga che ha portato al successo la Kinsella: “I love Shopping” (Mondadori, pagg. 300, euro 9,50), un successo non solo internazionale (considerato che ha valicato ogni confine territoriale) ma anche “trans-media” (nel senso che ha mietuto consensi anche al cinema e con la versione audiolibro). “The secret dreamworld of a shopaholic”, questo il titolo originale del primo volume della serie (“Confession of a shopaholic” negli Stati Uniti), ruota intorno alle avventure di Rebecca (“Becky”) Bloomwood una giornalista finanziaria che, mentre in televisione dispensa consigli su come gestire l’economia domestica, si trova inguaiata fino al collo per i debiti che ha contratto a causa della sua “passione-ossessione”: l’acquisto coatto di qualunque cosa le capiti a tiro (abiti, scarpe, accessori, oggetti per la casa e qualunque altra cosa che per molti altri sarebbe superflua). Al di là del contesto su cui si innesta il racconto, a completare il quadro della narrazione ci sono tanti temi che rendono vincente ogni episodio: l’amicizia con “Suze” (Susan Cleath-Stuart), le vicende familiari dei Bloomwood e la storia d’amore con Luke Brandon, Ceo della Brandon Communications (una società di pubbliche relazioni).

A differenza di quello che accade per molte altre saghe, volume dopo volume, le avventure di Becky riescono sempre a sorprendere. Nuovi personaggi e situazioni colorano di dettagli il racconto della vita di un personaggio che negli anni (il primo volume è stato pubblicato in Italia nel 2000) è diventata quasi “di famiglia”. Così, se in “I love shopping in New York” (Mondadori, pagg. 306, euro 9,50), Becky si trasferisce nella Grande Mela e diventa la miglior personale shopper di Manhattan, in “I love shopping in bianco” (Mondadori, pagg. 342, euro 10) finalmente Becky e Luke coronano (finalmente) il loro sogno d’amore. E se in “I love shopping con mia sorella” (Mondadori, pagg. 366, euro 10) conosciamo la frugale ambientalista Jess – perfetto contraltare di Becky, nonostante abbia il 50% dello stesso patrimonio genetico – in “I love shopping per il baby” (Mondadori, pagg. 349, euro 10), Becky si prepara ad accogliere il suo primo bambino con una ricaduta profonda nella sua patologia, perché – come tutti potrete capire – è evidente che un neonato abbia bisogno di 5 diverse tipologie di passeggino (uno per i marciapiedi newyorkesi, uno per il fuoristrada, uno per la sabbia… e chi più ne ha più ne metta). Il tutto per scoprire in “I love mini-shopping” (Mondadori, pagg. 379, euro euro 13) che la piccola Minnie (questo il nome della bimba, figlia di Becky e Luke, che in questo episodio ha due anni) ha ereditato la passione della madre per lo shopping sfrenato, tanto che ogni volta che entra in un negozio afferra tutto quello che le capita a tiro al grido di “E’ mio!!!”.

Parlare di shopping coatto in tempi di crisi potrebbe sembrare fuori luogo, ma per Becky – che ha conquistato milioni e milioni di lettrici nel mondo (solo in Italia sono più di 3 milioni) – il consumismo incontrollato è quasi una sfida sia perché è necessario trovare sempre un modo creativo per smorzare il senso di colpa che emerge tutte le volte che si rende conto di avere il conto “in rosso” (e risolvere i problemi che questo genera), sia perché è facile identificarsi tutti i difetti e le manie femminili… In fin dei conti il suo desiderio è quello di tutte le donne: sentirsi anche solo per un attimo delle “indiscusse principesse”.

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